DSC_6122DSC_6106DSC_6104DSC_6094DSC_6092DSC_6087DSC_6082DSC_6081DSC_6064DSC_5932

Archive for Maggio, 2009

Se a Palermo l’estate tarda ad arrivare

L’aria in città è sempre più calda. I rigori dell’inverno stanno cedendo il passo ad una nuova estate. La primavera è ormai trascorsa e si porta con se buona parte dei sogni di una Palermo che “tenta” di cambiare. Che tenta, punto. Siamo infatti sicuri che questa terra abbia proprio voglia cambiare? C’è certezza che dopo la “Primavera Palermitana” preconizzata da Falcone e Borsellino verrà una splendente estate?
Qualcosa farebbe pensare il contrario. Per le strade, infatti, si avverte una sorta di assuefazione ai titoli di giornale che campeggiano ormai stanchi nelle edicole agli angoli di quella che un tempo era la “Felicissima”. La cittadinanza, così sembrerebbe, assiste ormai stanca ed annoiata alle ennesime catture da parte delle forze di polizia. Qualche esempio? Le cosche di Brancaccio e San Lorenzo vengono ulteriormente decapitate, si assestano altri colpi ferali a “Cosa Nostra”, e mentre i giornali nazionali snobbano la manifestazione che ha invaso Cinisi in occasione del 31° anniversario dell’omicidio di Peppino Impastato, la mia gente che fa? Perchè non ingolfa le piazze a gridare la legittima voglia di cambiare il presente (ed il futuro) di questa terra, incancrenito da loschi e mafiosi legami clientelari?
Certo, se volessimo guardare al bicchiere mezzo pieno, noteremmo che l’associazionismo antiracket fa sempre più proseliti e le esperienze di riutilizzo sociale di beni confiscati si moltiplicano con sempre maggiore forza e decisione. Ed ancora, i progetti di educazione alla legalità, con gran fatica e con sempre meno fondi, cominciano ad essere un immancabile tassello dei programmi formative delle scuole del territorio. Ma tutto ciò può bastarci? Evidentemente no. C’è una città che assiste in maniera fin troppo distratta a questi piccoli ed umili cambiamenti. Il motivo? Siamo fatti così: stanchi e perennemente annoiati. Ingolfati dall’ipotesi del volo, aventi la possibilità di spiccarlo ci accontentiamo nell’immaginarlo. Come un gabbiano ipotetico che ha perso l’istinto e che si crede un bel cardellino, ci trasciniamo guardando al futuro con quella melanconia che a poco serve se non è accompagnata da fatti concreti, dall’attivo operare.
Ahimè, infatti, c’è ancora una maggioranza di mie concittadini che crede con fermezza e convinzione che scendere a patti con il potere, che assecondarlo ed asservirsene in maniera nepotistica e clientelare, è la via più comoda, forse l’unica, a garantire la sopravvivenza in questa giungla d’interessi economici egoistici.
Ahimè, la mia gente continua a pensare che in fin dei conti questo cosiddetto movimento antimafia è ancora troppo elitario, fatto da pochi - ed anche scarsamente organizzati - sognatori che credono di cambiare il mondo coltivando le terre che erano dei mafiosi od insegnando agli imprenditori a ribellarsi al pizzo. E’ un popolo, questo dell’antimafia, che invece tenta di sporcarsi le mani nel lavoro quotidiano e che, sebbene abbia scarsi riconoscimenti, ha ogni giorno la fortuna di assistere “in diretta” al cambiamento. Questo privilegio, coltivato nelle scuole e nei quartieri “difficili”, vissuto nei campi di volontariato presso i beni confiscati nel corleonese, ha la faccia dei tanti ragazzi - volontari e non - che vengono coinvolti nei progetti educativi. Quegli stessi ragazzi di Ballarò e della Vucciria che danzano con i propri coetanei Tamil e Marocchini nelle tante iniziative multietniche (alla faccia di chi li vorrebbe rispediti al proprio paese) che vengono organizzate all’ombra dei mercati raffigurati da Guttuso.
Sono quegli stessi ragazzi, come Ahmed, Islam e Rachid, che sono cresciuti sgomitando per i propri diritti e che volontariamente aderiscono a “Libera” e ad “AddioPizzo” e che ti fanno sentire meno “inutile” di quanto tu possa pensare.
Che sia questa la vera primaverà siciliana? Che dopo tanto penare, forse in un prossimo futuro, questi ragazzi potranno guidarci in una città più giusta e libera dalle mafie e da ogni forma di malgoverno?
Ciò che è certo che dopo ogni primavera anche quest’anno verrà l’estate, sarà torrida come ogni estate. E passerà…anche questa volta. Speriamo che i palermitani se ne accorgano.

Commenti




[blog: www.umbertodimaggio.eu]

[email: umberto.dimaggio@gmail.com]

[tel: +39.091.322023]

[mob: +39.333.3381624]

[fax: +39.091.6197467]

[skype: triscele]

[msn: umbertodimaggio@yahoo.it]


Curriculum Vitae

 

Google