Alla luce del sole
Ci sono film, canzoni, libri che ti restano stampati nell’animia, con inchiostro indelebile.Ci sono certe immagini che difficilmente cancelli dalla tua memoria. Molte di queste le ho rivissute rivedendo per la seconda voltà “Alla luce del sole” di Faenza con uno strepitoso Luca Zingaretti.
Non ho conosciuto personalmente 3P ma conosco bene Brancaccio. Sono cresciuto, infatti, in un quartiere di Palermo molto vicino (anche geograficamente) agli ambienti descritti da questa amara pellicola e purtroppo noto con vivo rammarico che la situazione in questi stessi posti, ancora oggi dopo tanto tempo, non è affatto cambiata.
La cosa che più che mi sconvolge è che c’è chi, su un famoso blog palermitano, ha il coraggio di dire che probabilmente questo film ha descritto una Palermo che non c’è più. C’è chi ha l’ardore di sostenere che gli scenari descritti sono “degradanti” per la nostra città e che si farebbe bene ad essere ottimisti e a credere in un futuro tutto lustrini e coriandoli.
Io penso che ci sia ancora tanto da fare, che ci sia tanto da lavorare. Soprattutto sul fronte del contrasto alla mafia e all’affermazione della legalità che proprio in quegli ambienti è ancora tristemente calpestata.
Forse c’è chi si accontenta di vedere un museo aperto e una villa a mare per affermare che “Palermo è la città più cool d’Europa“. Ma evidentemente a me ciò non basta!
















