La nostra Repubblica, la nostra amata Repubblica è un cane addormentato. Un bel cagnone che riposa pacatamente nella sua cuccia, dimentico degli eventi che gli accadono intorno.
Lo dico dopo aver visto “Uccidete la Democrazia“, l’ultima fatica di Deaglio che, con una rabbia velata da sapiente sarcasmo, dipinge una delle pagine più oscure della nostra democrazia.
Questo film, uscito recentemente con il giornale “Diario“, cerca di descrivere, il più coerentemente possibile, la lunga notte delle recenti elezioni politiche dello scorso Aprile.
Gli scenari che esso descrive sono di entità tale da scatenarmi immensa preoccupazione.
Infatti…
Se fosse vero che i milioni di schede bianche fossero state deliberamente spostate, tramite manipolazione elettronica, a favore della coalizione di centro-destra?
Se fosse vero che l’ira funesta del Cavaliere, in seguito alla sconfitta elettorale, si fosse placata solo e soltanto perchè l’arresto del boss Bernardo Provenzano, accaduto l’11 aprile, era un evento di entità tale da impedire qualsiasi altra sua azione recriminatoria rispetto all’esito delle votazioni?
Se fosse vero che Michael Stern, che ha insignito lo stesso Cavaliere della medaglia della libertà, fosse stato uno dei tanti sostenitori di una politica antibolscevica che vedeva l’appoggio al famoso Salvatore Giuliano? Lo stesso bandito che insieme alla sua banda massacrò il 1° Maggio del 1947 i manifestanti che si erano recati sulla piana di Portella della Ginestra a festeggiare la vittoria socialista avvenuta in Sicilia in quel periodo.
Spero solo che questo film resti soltanto un film, con i suoi riferimenti casuali e i suoi eventuali personaggi di fantasia.
Intanto io non smetto di pormi domande.